Call for Papers

L'arte della battaglia. Strategie visive della scena di battaglia
dal Rinascimento ai giorni nostri

Académie de France – Villa Medici
Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte

Roma, 16 - 17 novembre 2017

Deadline: 15 maggio 2017

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L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza un convegno internazionale sulla rappresentazione visiva delle scene di battaglia realizzate da artisti dal Rinascimento ai nostri giorni, in tutte le tecniche visive, dalla pittura al cinema. Il convegno, diretto da Jérôme Delaplanche, responsabile del dipartimento di storia dell’arte all’Accademia, è sostenuto dalla Biblioteca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell’arte, dall’École Pratique des Hautes Études, dalle università Lumière Lyon 2, Diderot-Paris 7 e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’università Roma Tre.

Il convegno si svolgerà a Roma il 16 e il 17 novembre 2017 in due sessioni, ospitate rispettivamente a Villa Medici e alla Biblioteca Hertziana.

Presentazione
La rappresentazione visiva delle scene di battaglia ha sempre rappresentato una sfida per gli artisti, poiché l’azione militare richiede un assetto formale capace di trasmettere l’ampiezza – geografica, umana, materiale, ma anche politica e ideologica – degli eventi. Per rispondere a questa esigenza, gli artisti hanno fatto ricorso alle invenzioni creative più diverse, legate alle specificità di ogni supporto artistico, al fine di dare allo spettatore un’immagine totalizzante o pedagogica della scena di battaglia.
Il convegno si propone di studiare la genesi di questa ambizione e le modalità secondo le quali gli artisti, nei diversi contesti di committenza o di creatività, hanno messo in scena o in sequenza temporale i racconti di guerra in maniera da suscitare un’esperienza dello sguardo, un’esperienza fisica dell’evento nello spettatore.  

Il convegno si svolgerà in due giorni. Una prima parte, coordinata da Joana Barreto (MCF, université Lumière-Lyon 2, membro del LARHRA) e Pauline Lafille (dottoranda, EPHE, membro del SAPRAT), sarà dedicata alla particolare fortuna della scena di battaglia a partire dal Rinascimento, alle sperimentazioni spaziali e alle sue evoluzioni morfologiche e iconografiche.

Il nuovo slancio mimetico rivoluziona la narrazione storica in immagini statiche o in movimento, spesso caratterizzate da una monumentalità inedita, introducendo una tensione tra la volontà di includere lo spettatore nell’azione al fine di suscitare l’empatia e la ricerca di un punto di vista panoramico propizio allo sviluppo narrativo. Le scene di battaglia allora si moltiplicano su grande scala (saloni, appartamenti privati, gallerie) e tendono a adottare dei dispositivi iconografici vari e spesso originali (sequenza lineare, frontale, scomposizione dell’azione) destinati a provocare un grande impatto nello spettatore: questi oscilla allora tra un sentimento di annichilimento di fronte all’immagine della battaglia e la ricerca attiva della sua intelligibilità.

Al di là delle scene isolate, il convegno si propone di interrogare al tempo stesso la creazione di tipologie spaziali associate esclusivamente al tema militare, quali la sala e la galleria delle battaglie, che a partire dalla “Rivoluzione militare” testimoniano nuove ambizioni politiche e figurative della scena di guerra. Le premesse, in gran parte italiane, di queste immagini di guerra dal XV al XVI secolo, saranno da considerarsi poi nel loro sviluppo europeo, in Spagna, in Francia, in Inghilterra, in Europa centrale e del nord, fino al XVIII secolo.

Una seconda parte, coordinata da Gaspard Delon (MCF, università Paris 7, membro del CERILAC) e Laura Iamurri (Prof. associata, università Roma Tre, Dipartimento di Studi Umanistici), sarà dedicata ai periodi in cui l’invenzione della fotografia prima e del cinema poi, rinnovano le condizioni della mimesis nella rappresentazione della guerra. Mentre la raffigurazione della battaglia appare in contesti di commissione e ricezione assai diversi da quelli del periodo precedente, l’ambizione è quella di avvicinare sempre di più l’esperienza vissuta dallo spettatore a quella del soldato.

I panorami del XIX secolo cercano di utilizzare i nuovi mezzi per rafforzare l’esperienza vissuta aumentandone l’illusione visuale e spaziale in maniera inedita. La visione panottica dell’azione offerta da questi dispositivi che tendono ad includere i sensi della vista e dell’udito è nuovamente ridefinita con l’arrivo del cinema. Corpi in movimento, montaggio che alterna punti di vista successivi, movimenti della macchina da presa, musica e rumori fuori scena sono parametri suscettibili di contribuire all’immersione dello spettatore e alla messa in scena dello scontro. Da Griffith e Eisenstein fino ad arrivare alla sperimentazione digitale nei film del XXI secolo, le rappresentazioni delle battaglie campali stimolano e mettono alla prova l’evoluzione delle tecniche audiovisive: grandi formati, strumenti della diffusione del suono nello spazio, ricerche ritmiche, trucchi cinematografici e simulazioni di folla. Esse ritrovano anche riformulandole, le sfide e le ambizioni estetiche incontrate dagli artisti dei secoli precedenti nella loro evocazione dell’azione guerriera.

Organizzazione
Le lingue del convegno saranno il francese, l’italiano, l’inglese e il tedesco. Le proposte di intervento dovranno essere inviate entro il 15 maggio 2017, e dovranno essere costituite da un titolo, un testo al massimo di 2500 caratteri e di una presentazione biografica dell’autore al massimo di 2000 caratteri. I partecipanti saranno informati della selezione dopo il 15 giugno 2017.
Ogni intervento dovrà avere una durata di 20 minuti. I testi delle comunicazioni saranno selezionati in vista di una loro futura pubblicazione.

Le proposte dovranno essere inviate per mail, specificando nell’oggetto “arte della battaglia” e inviate a patrizia.celli(at)villamedici.it.

Comitato scientifico: Jérôme Delaplanche (Accademia di Francia a Roma – Villa Medici), Joana Barreto (Lyon 2, LARHRA), Gaspard Delon (Paris 7, CERILAC), Sybille Ebert-Schifferer (Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte), Laura Iamurri (Roma Tre, Dipartimento di Studi Umanistici), Pauline Lafille (EPHE, SAPRAT).