Roma communis patria

Die Nationalkirchen in Rom zwischen Mittelalter und Neuzeit

Die Forschungsgruppe unter der Leitung von Susanne Kubersky-Piredda, von 2011 bis 2015 gefördert durch das Minerva-Programm der MPG, untersucht in einer übergreifenden Studie mit kunsthistorischem Schwerpunkt die in Rom ansässigen Fremden und die von ihnen gegründeten Gemeinschaften für den Zeitraum vom Mittelalter bis zur Neuzeit. Hauptuntersuchungsgegenstand sind die ungefähr 50 Nationalkirchen, die als Ausdrucksträger kultureller Identität in den Blick genommen werden. [... mehr]

Forschungen

Camilla S. Fiore
Sant’Atanasio dei Greci a Roma: la koinè universale della chiesa tra XVI e XVII secolo
La fondazione di S. Atanasio dei Greci ricopre una particolare importanza nell’ambito della politica post-tridentina promulgata da Gregorio XIII (1502-1580), che aveva sancito l’unità ecumenica  quale primario strumento nella lotta contro le eresie. Con il fine di risanare il secolare scisma e riunificare la Chiesa d’Oriente e di Occidente, il Boncompagni e il suo più stretto entourage, individuò nella comunità greca presente a Roma un importante strumento per riformare la liturgia ortodossa a quella latina ufficiale. La chiesa fu edificata in via del Babbuino, accanto all’annesso Collegio, dall’architetto Giacomo della Porta (1532-1602) tra il 1583 e i primi anni del XVII secolo, con l’intento di offrire un’adeguata rappresentanza alla comunità e al contempo “educarla” al cerimoniale latino. La decorazione interna, solo parzialmente conservata, fu invece affidata in un primo momento al pittore Francesco Traballesi (1572-1585) ed in seguito alla sua morte al Cavalier d’Arpino (1568-1640). Nonostante l’importanza che S. Atanasio e il collegio ricoprirono nell’ambito della fondazione delle chiese nazionali, ancora oggi manca un’esaustiva ricostruzione del contesto storico, artistico e sociale vicende che ne determinarono l’istituzione. Il progetto di ricerca intende ripercorrere la storia decorativa della chiesa e il legame che si instaurò tra le due koinè, individuando alcune delle più colte e raffinate personalità, futuri esponenti della corte pontificia e protagonisti della Roma seicentesca.

Giulia Iseppi
La chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi
Con la fondazione della chiesa e confraternita di San Giovanni Evangelista da parte di Papa Gregorio XIII (1576) i molti bolognesi già residenti a Roma si trovano uniti sotto il vessillo di nazione, inaugurando nuove modalità e strategie di comunicazione nell’ambito dei rapporti secolari fra Bologna e la capitale pontificia. Il progetto indaga le vicende della comunità raccolta attorno alla confraternita e i processi di costruzione e decorazione della chiesa, che diventa campo privilegiato di elaborazione dell’identità felsinea fra Cinquecento e Settecento. Lo studio degli apparati decorativi nel cantiere della chiesa e il ruolo dei suoi artisti, studiati tramite nuovi rilevamenti documentari reperiti in diverse istituzioni romane e bolognesi, determinano la formazione di un nuovo linguaggio, costituito da manifestazioni di spiritualità, esaltazione dei culti locali e dal ruolo attivo di molti bolognesi illustri, protagonisti di una fitta rete di relazioni con le più importanti emergenze politiche e religiose di Roma. Tali rapporti confluiscono nel quadro complessivo di una nuova cultura figurativa presente a Roma in età moderna, che permetterà di rivedere i rapporti fra Bologna e Roma in una dimensione più ampia che fa perno sulla chiesa nazionale.

Susanne Kubersky-Piredda

Identità nazionale in età post-tridentina: Spagna, Francia e Impero e l’arredo delle loro chiese nazionali nella Roma di Gregorio XIII

Dopo il ritorno della curia dall’esilio avignonese fioriscono a Roma numerose istituzioni “nazionali”. In genere si tratta di piccoli ospizi con annesse cappelle gestiti da un gruppo di persone provenienti da un comune territorio. Entro la fine del Cinquecento alcune di queste comunità crescono notevolmente e manifestano la loro presenza nella città tramite la costruzione di rappresentative chiese e l’acquisizione di numerosi immobili. Gradualmente si trasformano in istituzioni governate da complessi apparati organizzativi e fortemente coinvolte negli affari politici locali e internazionali. Se inizialmente i sovrani dei vari regni europei mostrano poco interesse per le comunità nazionali insediate a Roma, nel corso del secolo ne riconoscono l’utilità come strumento politico. Soprattutto durante il pontificato di Gregorio XIII si possono documentare numerosi tentativi di ottenere maggiore controllo sulle chiese nazionali sia da parte delle rispettive corti sia dalla curia. Questi processi di “politicizzazione” si evidenziano anche nell’arredo pittorico e scultoreo realizzato tra il 1572 e il 1585 in alcune delle maggiori chiese nazionali. La ricerca mette a confronto i programmi decorativi realizzati nei presbiteri delle chiese nazionali delle tre grandi potenze, tutte situate nelle immediate vicinanze di Piazza Navona: San Giacomo degli Spagnoli, San Luigi dei Francesi e Santa Maria dell’Anima. L’obiettivo sarà quello di evidenziare i riflessi delle identità collettive di queste nazioni nelle opere d’arte e nell’arredo liturgico delle loro chiese, interrogandosi sul significato del concetto stesso di “natio” durante la prima età moderna.

Ricerche di membri precedenti del gruppo e di ricercatori associati


Tobias Daniels

Santa Maria dell’Anima, i curiali provenienti dall’Impero e le loro identità (secc. XV-XVII)

Come collaboratore scientifico del progetto Minerva, Tobias Daniels indaga la comunità e chiesa di Santa Maria dell’Anima come laboratorio identitario tra il quattordicesimo e il sedicesimo secolo. Finora ha focalizzato le sue ricerche in particolare sulla cappella di San Benno in Santa Maria dell’Anima. La sua progettazione, costruzione e allestimento artistico sono ricostruiti nel suddetto arco temporale. Allo scopo di dimostrare la concorrenza di più fattori nella genesi dell’opera e i significati politici attribuiti alla stessa dalla comunità, il contributo prende in analisi le modalità di finanziamento, le reti di contatto, la realizzazione delle volontà del committente e la rappresentazione delle identità culturali. In questo modo è possibile evidenziare il cambiamento semantico di un siffatto progetto in riferimento alla formazione e rappresentazione identitaria in Santa Maria dell’Anima, con un’attenzione particolare alla questione confessionale.

Stefan Albl
La Cappella Alaleona in Sant’Isidoro. Maratti, Bellori e l’inizio di un “virtuoso legame di amicizia”
Il progetto esamina la rete intellettuale di Sant’Isidoro in rapporto alla decorazione artistica. In particolare, l’analisi delle opere di Carlo Maratti, eseguite per la cappella Alaleona negli anni 1652-1657, permette di indagare approfonditamente la collaborazione tra il pittore marchigiano e uno dei più grandi eruditi del Seicento europeo, Giovan Pietro Bellori.

Andrea Bacciolo

Il sigillo dei Barberini nella chiesa di Sant'Isidoro degli Irlandesi: la cappella di Sant’Anna
Sin dalla nascita del collegio di Sant’Isidoro (1625) la famiglia Barberini ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende istituzionali della chiesa nazionale irlandese a Roma. Al centro degli interessi della famiglia nel quadro degli incarichi politico-diplomatici ricoperti da Antonio e Francesco Barberini, la chiesa si collocava al confine del grande “quartiere barberiniano”. L’unica traccia evidente del coinvolgimento dei Barberini in Sant’Isidoro si riscontra nella decorazione plastica della cappella di Sant’Anna, realizzata in seguito all’esecuzione delle disposizioni testamentarie dell’architetto Domenico Castelli (1657).

Fabiana Ciafrei
Venezia a Roma: San Marco in Campidoglio
Nel 1468 papa Paolo II Barbo (Venezia, 1417 / Roma, 1471) elesse la basilica di San Marco Evangelista a chiesa nazionale dei veneti. L'insediamento veneto si formò, nel corso del XVI secolo, intorno all'isolato della basilica di San Marco e del Palazzo di Venezia, voluto proprio da papa Paolo II Barbo. La presenza dei veneziani a Roma, dal medioevo all'età moderna, fu particolarmente significativa e si caratterizzò, rispetto a quella delle altre nazioni straniere, per le componenti sociali e politiche proprie della comunità. La colonia dei veneti rappresentava la Serenissima a Roma e fu l'unica tra tutte a godere dell'immunità diplomatica, attuando una giurisdizione autonoma sulle aree incluse nel perimetro del quartiere. Partendo quindi dalla ricognizione storico-artistica della chiesa e del Palazzo di Venezia tra XV e XVII secolo, la ricerca indaga le figure dei cardinali titolari, degli ambasciatori, dei residenti e ospiti della colonia. Il quartiere di San Marco vide il passaggio di cardinali titolari (ben 27 da Pietro Barbo eletto nel 1451 a Antonio Marino Priuli nominato nel 1762), ambasciatori, rappresentanti di famiglie patrizie in viaggio a Roma, papi (dal 1431 al 1769 ci furono quattro papi a cui la Repubblica di Venezia diede i natali). Saranno perciò indagati i rapporti diplomatici e sociali instauratisi tra le diverse personalità che gravitavano attorno alla Basilica e al suo Palazzo, cercando di mettere in luce la loro attività di mecenati e collezionisti. Si tenterà così di tracciare un profilo del gusto proprio dei veneziani come strumento per l'affermazione dell'identità nazionale nella città ospite. Esemplare in questo senso è la figura del cardinale Domenico Grimani (Venezia, 1461 / Roma, 1523) e della sua famiglia, che avviò a Roma una preziosa collezione ospitata prima nel palazzo del Quirinale e poi nel Palazzo di Venezia, ma anche quella del cardinale Pietro Valier (Venezia, 1573 / Padova, 1629) che commissionò, tra il 1626 e il 1627 a Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 /Roma, 1628), due busti ritratto in finto marmo, portati poi a Venezia nella cappella di famiglia a Santa Maria delle Grazie in Isola.


Maurizia Cicconi

Costruire l’identità: osservazioni intorno al cantiere di San Giovanni dei Fiorentini

La nazione forestiera economicamente e politicamente più influente del Quattro e Cinquecento, impiega più di duecento anni per concludere la fabbrica della sua chiesa nazionale, San Giovanni dei Fiorentini. Una delle principali ragioni è senz’altro la permanente difficoltà di reperire i denari, nonostante lo statuto del Consolato dei Fiorentini preveda forme obbligatorie di finanziamento destinate alla fabbrica, evidentemente spesso disattese. Campagne di sottoscrizione volontaria rivolte alla comunità fiorentina sono altrettanto sfortunate. Questa difficoltà è però il sintomo – e non la causa – di ragioni più profonde: la scarsa disponibilità al sostegno economico dei lavori si lega infatti alle differenti esigenze che esprimono le principali componenti della comunità stessa, curiali e mercanti-banchieri. È un nesso che pone la questione centrale del diverso “valore totalizzante” (Fosi 1989) che assume per ciascuna di queste componenti la costruzione della chiesa nazionale. Seguire le vicende della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini significa oggi discutere o ridiscutere l’idea stessa di fiorentinità e, soprattutto, di “nazione fiorentina”. Le vicende iniziali del cantiere di San Giovanni dei Fiorentini, anche attraverso l’analisi di documenti noti e meno noti, diventa occasione per discutere attorno a questo tema centrale e per verificare come la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini non sia, in realtà, la chiesa di tutti i fiorentini.

Jasenka Gudelj
San Girolamo dei Croati: il progetto sistino

La chiesa di San Girolamo presso l’Augusteo, oggi nota come San Girolamo dei Croati, fu costruita per volontà di Sisto V Peretti (1585-1590), già in precedenza cardinale titolare della chiesa, come tempio della comunità degli immigrati che parlavano un idioma slavo meridionale ed erano di fede cattolica. La fabbrica fu realizzata in soli due anni (1587-1589) e la decorazione pittorica fu finita già nel 1590. Il papa marchigiano inoltre eresse la chiesa a titolo collegiale e istituì un capitolo nazionale. La vastità e l’efficacia degli interventi sistini nelle architetture e nell’organizzazione degli Illirici in città rispecchia in scala minore l’operato del papa a Roma e nella Curia, sempre con delle conseguenze a lungo termine. Il presente contributo propone di indagare i rapporti del cardinale Peretti, successivamente papa Sisto V, con la comunità illirica a Roma, domandandosi sulla partecipazione del collettivo nazionale nell’episodio del grande rinnovo artistico della sede. Inoltre, la maggior visibilità e rappresentanza data agli Illirici nella Città Eterna, trattandosi di una “nazione” i cui territori d’origine furono divisi tra l’Impero asburgico, l’Impero ottomano, la Repubblica di Venezia e la piccola Repubblica di Ragusa (Dubrovnik), viene osservata attraverso il prisma della politica papale negli anni dopo la conclusione del Concilio di Trento.

Elena Napolitano

Making Rome French: The Art and Architecture of Nationhood in the Age of Absolutism

L’obiettivo principale della mia ricerca è lo sviluppo del patrimonio architettonico e urbano della nazione francese a Roma nel corso dei secoli XVI e XVII. Durante questo periodo a Roma, sono state fondate numerose istituzioni associate alla monarchia francese, tra i quali comprendono i principali stabilimenti pii: la chiesa nazionale di S. Luigi dei Francesi, e la couvent royale, SS. Trinità dei Monti. Utilizzando gli archivi e collezioni a Roma di pertinenza di queste istituzioni sacre, indagherò le diverse forme di rappresentanza nazionale che si sono svolte in questi luoghi e le reti coinvolte nella loro produzione. Per esempio, almeno otto spettacoli importanti connessi con la monarchia francese si sono verificato in queste chiese durante questo periodo, ciascun composto di complessi programmi artistici, musicali e multimediali. Il mio progetto esamina la gamma di artisti, opere, e mecenati associati alla monarchia francese in questi siti, e come loro contribuiscono allo sviluppo generale della barocca a Roma. Infine, questa ricerca contribuisce alla comprensione dei modi in cui Roma fu identificata come una città cosmopolita, come un centro per la rappresentazione di nazioni straniere in tutta Europa e un luogo di sviluppo di un’identità nascente nazionale per la Francia, fuori delle sue frontiere territoriali.

Veranstaltungen

Veranstaltungen 2016

Presenze e assenze. La nazione bolognese e i suoi artisti nella Roma del Seicento

Werkstattgespräch Giulia Iseppi

Rom, Bibliotheca Hertziana
24. Oktober 2016

 

Identità e rappresentazione. Le chiese nazionali a Roma, 1450-1650, a cura di Alexander Koller e Susanne Kubersky-Piredda
in collaborazione con Tobias Daniels
Buchpräsentation
Rom, Collegio S. Isidoro
7. Juli 2016


Inventario. Chiesa e Fondazione Reale Belga San Giuliano dei Fiamminghi a Roma. Archivio Storico, Roma 2016, a cura di Johan Ickx e Marco Pizzo, Roma 2016

Vorstellung Tobias Daniels
Rom, Gangemi Editore
22. Juni 2016

La chiesa di Santa Maria dell’Anima tra Papato e Impero (secoli XV-XVII)
Vortrag Tobias Daniels
Tagung: Chiese e nationes a Roma sotto il potere temporale dei papi: dalla Scandinavia ai Balcani (secoli XV-XVIII)
Rom, Palazzo Falconieri - Accademia d'Ungheria in Roma
8. April 2016

Constructing National Identity. Foreign Communities and their Churches in Post-Tridentine Rome
Gastvortrag Susanne Kubersky-Piredda

im Rahmen des Kooperationsprojektes Visualizing Nationhood: the Schiavoni/Illyrian Confraternities and Colleges in Italy and the artistic Exchange with South East Europe (15th-18th C.)
Zagreb, Universität Zagreb
26. Februar 2016

La chiesa di S. Atanasio dei Greci: la koinè universale della chiesa tra XVI e XVII secolo
Kolloquium Camilla S. Fiore
Rom, Bibliotheca Hertziana
1. Februar 2016

 

Kooperationen

Slavic Rome: Constructing Foreign Communities in an Early Modern Italian City
Anatole Upart, Ph.D. fellow, Fulbright Graduate Student Grant, 2016/2017


Visualizing Nationhood: the Schiavoni/Illyrian Confraternities and Colleges in Italy and the Artistic Exchange with South East Europe (15th - 18th c.)
Università di Zagabria, Croatian Science Foundation
Prof. Jasenka Gudelj


Le modèle musical des églises nationales à Rome à l'époque baroque
Université de Liège, COFUND (FP7 – Actions Marie Curie)
Dr. Michela Berti; Dr. Emilie Corswarem

Publikationen

Identità e rappresentazione. Le chiese nazionali a Roma, 1450-1650
a cura di Alexander Koller, Susanne Kubersky-Piredda
con la collaborazione di Tobias Daniels

Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte
Deutsches Historisches Institut in Rom

Roma: Campisano Editore, 2016

 

Roma communis patria. Die Nationalkirchen in Rom zwischen Mittelalter und Neuzeit
Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte
MPG Forschungsbericht, 2015

Archiv

Veranstaltungen 2015

Diplomazia del gusto. Un banchetto a Palazzo Barberini con Maratti, Contini, Bellori, e l'ambasciatore di Giacomo II Stuart
Werkstattgespräch Andrea Bacciolo
Bibliotheca Hertziana
14. Dezember 2015

Domenico de' Domenichi: an oratorical performance of Venetian nationhood on the Capitoline Hill (1476)
Vortrag Tobias Daniels
Tagung: Diverse Identities in Early Modern Italy
Villa I Tatti – The Harvard University Center for Renaissance Studies
The Lila Wallace – Reader’s Digest Lecture Program
Fine Arts Museum, Valencia, Spain
20. November 2015

Identità nazionali in età post-tridentina: arte e liturgia nelle chiese di S. Giacomo degli Spagnoli, S. Luigi dei Francesi e S. Maria dell'Anima 
Vortrag Susanne Kubersky-Piredda
Venire a Roma / Restare a Roma 2
Tagung: Diverse Identities in Early Modern Italy
Forestieri e stranieri fra Quattro e Settecento
Università Roma Tre - Dipartimento di Studi Umanistici
22.-23. Oktober 2015

Visualizing Nationhood: The Schiavoni/Illyrian Confraternities and Colleges in Italy and the Artistic Exchange with South East Europe (15th–18th c.)
Workshop hosted by the Bibliotheca Hertziana, Max Planck Institute for Art History, Rome / Launch of the research project funded by the Croatian Science Foundation (HRZZ)
Bibliotheca Hertziana
24. September 2015

Giulio II e Roma. Un nuovo documento sulla fondazione della strada Julia
Öffentliches Kolloquium Maurizia Cicconi
Bibliotheca Hertziana
8. Juli 2015

Nationhood and Collective Identity in the National Churches of Early Modern Rome
Vortrag Susanne Kubersky-Piredda
Nationalism in the Image of the Germans in pre-Modern Rome?
Vortrag Tobias Daniels
Tagung: Identity, Ethnicity, and Nationhood before Modernity:
Old Debates and New Perspectives
University of Oxford
Ertegun House & The Ioannou Centre for Classical and Byzantine Studies
24.-26. April 2015

San Marco al Campidoglio, il caso dei veneziani a Roma

Werkstattgespräch Fabiana Ciafrei
Bibliotheca Hertziana

2. Februar 2015

Tagungen der Forschungsgruppe

Renaissance Society of America
Annual Meeting, Berlin
Panels: Performing Nationhood in Early Modern Rome

27. März 2015


Studientag zu Santa Maria dell'Anima
10./11. Oktober 2013


Tagung Identität und Repräsentation
22.-24. Mai 2013


Veranstaltungen und Vorträge 2012/2013/2014

Projektleiterin
Dr. Susanne Kubersky-Piredda

Frühere Gruppenmitglieder

Wissenschaftlicher Mitarbeiter
Dr. Tobias Daniels

Postdoktoranden/innen
Maurizia Cicconi, Ph.D.
Camilla S. Fiore, Ph.D.
Dr. Jasenka Gudelj
Elena Napolitano, Ph.D.

Doktoranden/innen
Dott. Andrea Bacciolo
Dott.ssa Fabiana Ciafrei
Dott.ssa Giulia Iseppi

Post-doc Projektmitarbeiter
Dr. Stefan Albl

Projektmitarbeiterin
Dott.ssa Elena Eramo