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Federico Zuccari: ›Selbstbildnis‹ (Ausschnitt) mit dem Entwurf für die Kuppelausstattung des Doms zu Florenz.

© Bibliotheca Hertziana (Gabriele Fichera)

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Henriette Hertz

© Bibliotheca Hertziana

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Teilnehmer des Kunsthistorischen Kongresses in Rom am 17. Oktober 1930 auf der Terasse des Palazzo Zuccari.

© Bibliotheca Hertziana (Gabriele Fichera)

Storia dell'istituto

Palazzo Zuccari
Palazzo Zuccari

La Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell’arte, è nata grazie alla donazione di Henriette Hertz (Colonia 1846–Roma 1913) e si trova sin dalla sua fondazione nel Palazzo Zuccari sul Pincio, alla sommità della Scalinata di Trinità dei Monti. Prima del 1898 Henriette Hertz aveva affittato una parte del Palazzo Zuccari, come seconda casa a Roma, insieme alla sua amica e compagna di scuola Frida Mond (nata Loewenthal) e a suo marito Ludwig Mond, il quale aveva fatto fortuna grazie alle sue notevoli capacità commerciali, lavorando in particolare con la produzione di soda in Inghilterra. Gli incontri organizzati al Palazzo Zuccari da Henriette Hertz riflettevano il suo grande interesse per la musica, l’arte e la letteratura che condivideva con i coniugi Mond. Il suo salotto, frequentato da studiosi, artisti e diplomatici provenienti da tutto il mondo, venne definito ben presto il «centro della vita intellettuale cosmopolita della città eterna« (Rischbieter, 2004).

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1904–1911

Ernst Steinmann (1866-1934)
Ernst Steinmann (1866-1934)

Da alcune lettere e documenti della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo si comprende che in Henriette Hertz cresceva sempre di più il desiderio di costituire un’istituzione per gli studi storico artistici. Iniziò quindi a sviluppare, in collaborazione con lo storico dell’arte Ernst Steinmann (1866–1934), il progetto della futura Bibliotheca Hertziana. La sua idea era di costruire un luogo di ricerca incentrato sulla storia dell’arte italiana e in particolare quella romana dove studiosi di tutte le nazioni, senza distinzione di genere, potesserro dedicarsi allo »studio dell’arte e della cultura dal Rinascimento in poi« e incontrarsi »in piena libertà e indipendenza«. La biblioteca dell’istituto fu costituita da Henriette Hertz con una importante collezioni di libri e di fotografie sull’arte italiana, e venne arricchita dalla biblioteca privata di Ludwig e Frida Mond (Rischbieter, 2004 e Ebert-Schifferer, 2013).

Sala Terrena im Palazzo Zuccari
Sala Terrena nel Palazzo Zuccari

Con l’acquisto e la ristrutturazione del Palazzo Zuccari e dell’adiacente Casa dei Preti (1904–07), reso possibile grazie al sostegno finanziario di Ludwig Mond, Henriette Hertz riuscì ad allestire nell’inverno tra il 1910 e il 1911 al piano terra del Palazzo Zuccari la biblioteca che da allora è stata in continua espansione (Schmitz e Schallert, 2013). I 12.000 scatti della collezione di fotografie di Henriette Hertz completarono la biblioteca e costituirono la base della fototeca della Bibliotheca Hertziana che oggi conta oltre 800.000 fotografie sull’arte italiana di tutti i generi.

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1912–1913

Grab von Henriette Hertz von Otto Placzeck auf dem Cimitero Acattolico, Inschrift: Otto Placzek Berlin. 1923, Foto © Bibliotheca Hertziana (Nachlass Heinrich Mathias Schwarz)
Tomba di Henriette Hertz di Otto Placzeck sul Cimitero Acattolico, Iscrizione: Otto Placzek Berlin. 1923, Foto © Bibliotheca Hertziana (Lascito Heinrich Mathias Schwarz)

Con la costituzione della Società Kaiser Wilhelm nel 1911, Henriette Hertz ebbe la possibilità di creare una seconda istituzione di ricerca tedesca a Roma accanto alla »Stazione Storica Prussiana« (oggi Istituto Storico Germanico di Roma). Nel settembre 1912, sei mesi prima della sua morte avvenuta il 9 aprile del 1913, donò la sua biblioteca storico artistica, la sua collezione di fotografie, il Palazzo Zuccari, sede della Bibliotheca Hertziana e un consistente capitale per la fondazione, alla Società Kaiser Wilhelm. Come da richiesta di Henriette Hertz, Ernst Steinmann venne nominato direttore fondatore e l’apertura regolare dell’istituto avvenne il 15 gennaio 1913. La sua collezione d’arte e una parte del suo patrimonio furono donati da Henriette Hertz per lascito testamentario allo Stato italiano in segno di gratitudine per l’ospitalità ricevuta.

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1914–1933

Rom, 17. 10. 1930, Dachterrasse des Palazzo Zuccari.
Roma, 17.10.1930, terrazza sul tetto del Palazzo Zuccari. In piedi: Dr. Erich Wiese, direttore del Museo Selesiano delle Belle Arti Breslau, Dr. Ludwig Schudt (Capo bibliotecario), Dr. Victor Fleischer, Dr. Werner Körte (2. Assistente), Dr. Hans Posse (Direttore della Galleria di Dresda), Dr. Harald Keller (Borsista), Dr. Fritz Baumgart (1. Assistente), Dr. Rudolf Wittkower (Bibliotheca Hertziana). Seduti: Dr. Wolfgang Friedrich Volbach (Berlino), Ernst Steinmann, Emil Waldmann, Prof. Alfred Körte (Leipzig, padre Werner Körte), Dr. Johannes Wilde (Vienna), [Heinrich] Richard Hamann (Marburg)

Con lo scoppio del conflitto bellico nel 1914 l’istituto venne temporaneamente chiuso e nel 1915 venne sequestrato dallo Stato italiano, in quanto ›proprietà di un nemico‹ (Rischbieter, 2004 e Ebert-Schifferer, 2013). Il 15 aprile 1920 la Bibliotheca Hertziana fu riaperta, ma soltanto nel 1927 fu revocato il provvedimento di confisca da parte dello Stato italiano. Dato che il fondo di dotazione conferito all’istituto era completamente svanito a causa dell’inflazione, lo Stato tedesco e la Società Kaiser Wilhelm decisero di sostenerlo finanziariamente, ma con la crisi economica mondiale del 1929 furono costretti a ridurre drasticamente questi contributi. A quell’epoca, accanto al direttore Ernst Steinmann, alla Hertziana rimasero a lavorare solamente un assistente, Ludwig Schudt e un portiere.

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1933–1940

Rom, Pincio, Goethedenkmal: 29.10.1936, Erinnerungsfeier zum Einzug Goethes in Rom (29.10.1786): Hoppenstedt; Prinz zu Schaumburg-Lippe; Horn; u.a.
Roma, Pincio, Monumento a Goethe: 9.10.1936, Festa d'anniversario per l'arrivo di Goethe a Roma (29.10.1786): Hoppenstedt; Prinz zu Schaumburg-Lippe; Horn; et al

Con l’avvento nel 1933 dei nazionalsocialisti in Germania, l’Ufficio degli affari esteri suggerì alla Società Kaiser Wilhelm di assumere presso la Hertziana lo storico dell’arte e membro del NSDAP Werner Hoppenstedt come direttore sostituto e successore di Ernst Steinmann. Egli aveva inoltre il compito di intermediario tra il NSDAP e il Partito Nazionale Fascista italiano per quanto concerneva la politica culturale a Roma (Schieder, 2013). Steinmann cercò di contrastare questa operazione dato che per disposizioni testamentarie spettava a lui il diritto di nomina del suo successore e per questo incarico propose Leo Bruhns, ordinario di storia dell’arte a Lipsia. Il conflitto fu appianato creando una seconda »sezione dedicata alla ricerca scientifica culturale« con Hoppenstedt alla guida. Questa nuova sezione era meno dedita alla ricerca, ma piuttosto alla trasmissione della cultura tedesca e dello »spirito tedesco« nell’Italia fascista. Il 1° ottobre 1934 Leo Bruhns, succedendo a Steinmann, divenne il direttore della sezione di storia dell’arte dell’istituto che dal 1934 si chiamava ufficialmente »Istituto Kaiser Wilhelm per storia dell’arte e scienze culturali (Bibliotheca Hertziana)«. Le due sezioni convivevano all’interno dell’istituto e Hoppenstedt condusse la sua politica partitica nazionalsocialista impegnandosi comunque a dare alla sua sezione una parvenza di rigore scientifico, coinvolgendo nelle attività dell’istituto importanti studiosi di grande serietà (Schieder, 2013).

Escursione della Hertziana, Ascensione 1936, Viterbo, San Pellegrino

Leo Bruhns si impegnava invece per l’ampliamento dell’istituto quale centro di ricerca e di formazione: con questa finalità seguì i giovani studiosi, organizzò viaggi di ricerca, convegni, visite e viaggi didattici insieme al Kunsthistorisches Institut di Firenze (Dobler, 2013). L’idea cosmopolita di Henriette Hertz dovette cedere il passo a ricerche su tematiche di orientamento filotedesco indicate dal Ministero come lo studio dei »rapporti tra l’arte italiana e l’arte tedesca«. Con l’allargamento della ricerca a temi come »l’arte tedesca« degli Svevi nell’Italia meridionale, Bruhns riuscì a preservare la Hertziana dall’assorbimento completo da parte del regime nazionalsocialista. Non riuscì invece a evitare nel 1938 la cancellazione del nome ebreo della fondatrice e ad impedire il divieto di assunzione di storici dell’arte ebrei presso l’istituto (Dobler, 2013).

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1940–1953

Con l’entrata in guerra dell’Italia, le ricerche condotte nell’istituto furono nuovamente interrotte e nel 1944, contravvenendo alle disposizioni testamentarie di Henriette Hertz e contro la volontà di Leo Bruhns, il fondo librario della Hertziana venne trasferito in Austria (Schmitz e Dobler, 2013, Storia della Biblioteca). Dopo la fine della Seconda guerra mondiale tutti gli istituti di ricerca tedeschi a Roma furono confiscati dagli Alleati occidentali e restituiti alla Repubblica federale tedesca solo grazie all’accordo di Adenauer e De Gasperi stipulato il 30 aprile 1953 tra la Germania e l’Italia. La Bibliotheca Hertziana fu assorbita della Società Max Planck subentrata alla Società Kaiser Wilhelm, all’istituto venne restituito il nome originale e venne chiusa la sezione scientifica culturale.

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1953–1963

23. November 1957, Besuch des Bundespräsidenten Prof. Dr. rer. pol. Theodor Heuss in der Bibliotheca Hertziana (links sitzend, ihm gegenüber stehend Franz Graf Wolff Metternich)
23 Novembre 1957, visita del presidente della repubblica Prof. Dr. rer. pol. Theodor Heuss alla Bibliotheca Hertziana (seduto a sinistra con di fronte Franz Graf Wolff Metternich)

Il 21 ottobre 1953 l’istituto riaprì ufficialmente sotto il nome »Bibliotheca Hertziana (Istituto Max Planck)«. Il nuovo direttore Franz Graf Wolff Metternich, già attivo come responsabile scientifico del settore culturale dell’Ufficio degli esteri nel periodo della restituzione della Hertziana, riuscì a reintegrare la Bibliotheca nella comunità scientifica di Roma, grazie alle sue notevoli qualità diplomatiche e alla sua spiccata personalità (Thoenes, 2013). Metternich era animato dall’ideale di una scienza pura e non contaminata dalla politica. Nel 1956 Ludwig Schudt, direttore della biblioteca, e Heinrich Mathias, referente della nuova sezione di ricerca sull’Italia meridionale, vennero accolti nella cerchia dei membri scientifici dell’istituto. Harald Keller (Università di Francoforte) e Rudolf Wittkower (Columbia University, New York), a suo tempo assistenti dell’istituto, vennero invece nominati membri scientifici esterni. Con la creazione della fototeca come sezione indipendente si assiste ad un ulteriore ampliamento dell’istituto (Thoenes, Schallert e Schmitz, 2013, e storia della fototeca e della biblioteca). 

Besichtigung in San Pietro in Montorio im Februar 1955
Visita di San Pietro in Montorio febbraio 1955

La prima generazione di studiosi di quegli anni si occupava prevalentemente di temi inerenti l’architettura religiosa e profana di Roma dal XV al XVIII secolo; uno dei settori di ricerca più importanti dell’istituto di quegli anni, sotto la direzione dello stesso Metternich, fu lo studio dell’architettura basato sulle fonti che diede risultati riconosciuti a livello internazionale. La pittura monumentale medioevale paleocristiana a Roma fu un altro tema sul quale si concentrava la ricerca, mentre la nuova sezione »Süditalien-Referat« fu istituita per condurre una ricerca sull’architettura medioevale dell’Italia meridionale. Heinrich Schwarz fu il primo a ricoprire l’incarico di dirigerla, ma dopo la sua improvvisa morte; fu sostituito da Hanno Hahn, che nel 1960 perse la vita in un incidente stradale, a lui succedette Günther Urban. Nel 1977 a causa di cambiamenti interni di personale, l’istituto fu costretto a chiudere la sezione »Süditalien-Referat«.

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1963–1975

Blick von der Sala Terrena auf den Neubau
Vista dalla Sala Terrena sull'edificio nuovo

Il successore di Franz Graff Wolff Metternich fu nel 1962 Wolfgang Lotz, mentre Otto Lehmann-Brockhaus, uno dei fondatori dell’Istituto centrale per la storia dell’arte (Zentralinstitut für Kunstgeschichte) di Monaco e direttore della biblioteca, succedette a Ludwig Schudt, deceduto improvvisamente (Storia della Biblioteca e Thielemann, Pace e Thoenes, 2013). Dal 1967 Otto Lehmann-Brockhaus fu membro scientifico dell’istituto, interessandosi principalmente di architettura italiana dell’Epoca Moderna, in particolare del disegno architettonico. Nel 1965 fu lui a caldeggiare la nomina di Richard Krautheimer come membro scientifico esterno che si trasferì come professore emerito a Roma nel 1971, in un appartamento del Palazzo Zuccari, dove visse e lavorò per 23 anni insieme a sua moglie Trude Krautheimer-Hess.

Der Neubau von Silvio Galizia
Edificio nuovo di Silvio Galizia

Negli anni ‘60 e ‘70 l’istituto ebbe una rapida crescita, i fondi della biblioteca e della fototeca aumentarono costantemente (Storia della Biblioteca e della Fototeca). Il numero dei dipendenti aumentò da 23 a 51, e sempre più ricercatori fecero uso della biblioteca. Da tale crescita risultò un problema di spazio che venne risolto nel 1963 con l’acquisto del Palazzo Stroganoff, grazie al finanziamento della Fondazione Volkswagenwerk (odierna Fondazione Volkswagen). Il 2 maggio 1969 venne inaugurato il nuovo edificio della biblioteca concepito da Wolfgang Lotz in collaborazione con Oberbaurat Otto Meitinger dell’amministrazione generale della Società Max Planck e dall’architetto Silvio Galizia. 

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1975–1999

Villino Stroganoff, von 1985–2012 Sitz der Fotothek
Villino Stroganoff, dal 1985 al 2012 sede della fototeca

Nel 1977 vennero chiamati Matthias Winner e Christoph Luitpold Frommel, due studiosi che si occupavano dell’Epoca Moderna, come successori di Otto Lehmann-Brockhaus e Wolfgang Lotz. La direzione della biblioteca fu invece affidata a Ernst Guldan già bibliotecario scientifico. La creazione di un secondo posto di direttore scientifico senza l’onere della direzione della biblioteca favorì l’ampliamento del ventaglio della ricerca che si orientò verso la pittura, dato che l’interesse di Winner era incentrato sull’arte rinascimentale e barocca, sacra e profana. Grazie alla partecipazione ad attività di ricerca con istituzioni e istituti di ricerca italiani, la Hertziana acquisì sempre maggiore visibilità e nel 1983, anniversario di Raffaello, organizzò in collaborazione con i Musei Vaticani un convegno internazionale sul tema »Raffaello a Roma«. Con l’acquisto nel 1980 del Villino Stroganoff, in via Gregoriana di fronte al Palazzo Zuccari, fu possibile trasferirvi nel 1985 la fototeca, creando nuovi spazi per i fondi in continuo accrescimento sia della biblioteca che della fototeca.

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Dal 2000

Die Baustelle für den Neubau der Bibliotheca Hertziana
Cantiere dell'edificio nuovo della Bibliotheca Hertziana

Sybille Ebert-Schifferer, subentrata a Matthias Winner nel 2001, si interessa di pittura e di arti figurative dell'Epoca Moderna, con particolare attenzione alla pittura bolognese e romana e al Caravaggio. La direzione di storia dell´architettura è stata invece ricoperta da Elisabeth Kieven, succeduta a Christoph Luitpold Frommel nel 2001, fino al 2014. La sua attività di ricerca si è concentrata soprattutto sull'architettura romana e sul disegno architettonico del XVII e XVIII secolo e, in collaborazione con l'Istituto Max Planck per la storia della ricerca, si è occupata del rapporto tra la storia dell'architettura e quella della tecnologia. Attualmente è in corso la selezione per un nuovo direttore del Dipartimento di storia dell’architettura. A partire da aprile 2015 gli ambiti di ricerca dell’Istituto sono arricchiti da un nuovo Dipartimento dedicato alla storia dell’arte medievale. Questo Dipartimento, sotto la direzione di Tanja Michalsky, vuole adottare una nuova prospettiva nella medievistica e porre questioni metodologiche sull’epoca compresa tra l’Antichità e il Rinascimento. Campi d’indagine privilegiati saranno l’Italia centrale e meridionale nel contesto mediterraneo. 

Lo sviluppo e la costruzione di banche dati di ricerca sono di grande interesse per le due sezioni dell’Istituto, sin dalla prima banca dati Census of Antique Works of Art and Architecture Known in the Renaissance dedicata alla pittura, alla scultura e all’architettura dell’Epoca Moderna. La banca dati Lineamenta avviata nel 2000 sotto la direzione di Elisabeth Kieven permette di riunire virtualmente disegni di architettura romana e italiana dislocati in tutto il mondo. Dal 2001 la banca dati ArsRoma diretta da Sybille Ebert-Schifferer raccoglie la produzione artistica a Roma tra il 1580 al 1630. Queste due banche dati si servono del software ZUCCARO sviluppato dall’istituto per andare incontro alle necessità di ordine storico-umanistico degli studiosi. Lo sviluppo del settore IT specifico costituisce una parte importante del lavoro scientifico dell’istituto e fornisce basi fondamentali alla ricerca.

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Visite guidate dell'istituto

Contatti e prenotazioni

Elisabetta Pastore
Tel.: + 39 0669 993 226
Fax: + 39 0669 993 333
pastore(at)biblhertz.it

Raffaele Rossi
Tel.: + 39 0669 993 257
Fax: + 39 0669 993 333
rossi(at)biblhertz.it

Bibliografia per ulteriori approfondimenti

Bibliotheca Hertziana. Max-Planck-Institut, Berichte und Mitteilungen, 3 (1991).

Julia Laura Rischbieter, Henriette Hertz. Mäzenin und Gründerin der Bibliotheca Hertziana in Rom, Stuttgart 2004.

Denkorte. Max-Planck-Gesellschaft und Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft. Brüche und Kontinuitäten 1911–2011, edito da Peter Gruss e Reinhard Rürup, con la collaborazione di Susanne Kiewitz, Dresden 2010.

100 Jahre Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte. Die Geschichte des Instituts 1913–2013, a cura di Sybille Ebert-Schifferer, con la collaborazione di Marieke von Bernstorff, München 2013.