Studi della Bibliotheca Hertziana

Istituiti nel 2006 in collaborazione con Silvana Editoriale, gli Studi della Bibliotheca Hertziana sono composti principalmente da pubblicazioni in lingua italiana. Questa collana pubblica i risultati di ricerca dell'Istituto sotto forma di monografie o di raccolte di saggi in grande formato. Come per le Römische Forschungen e per le Römische Studien, l'eccezionale standard scientifico di questa serie va sempre di pari passo con gli elevati requisiti di qualità delle immagini, della composizione e della stampa. L'inserimento dei manoscritti nella serie è deciso dal comitato redazionale. In una fase successiva, i testi sono sottoposti a un processo di valutazione inter pares.


18. Now we have seen. Women and Art in 1970s Italy, ed. Giorgia Gastaldon

128 pages, 59 illustrations, hardback with plan
Cinisello Balsamo, Milan: Silvana Editoriale 2024
ISBN: 978-88-366-5664-6 , € 50,00

This edited volume examines the relationship between women and art in 1970s Italy. Drawing inspiration from a phrase in the Manifesto di Rivolta Femminile (1970) – “we have been looking for 4000 years: now we have seen!” – it investigates how women artists became increasingly aware of a need to accelerate the pace of change, as declared through the verbs “to look” and “to see” – verbs that connote a shift from the passive to the active. The topic of female emancipation in the 1970s is addressed here in its privileged connection to the visual arts through the exploration of several macro-topics leading to a critical and historical analysis of the tools and paradigms of emancipation itself.


17. A Difficult Heritage. The Afterlives of Fascist-Era Art and Architecture, ed. Carmen Belmonte

232 pages, 110 illustrations, hardback with plan
Cinisello Balsamo, Milan: Silvana Editoriale 2023
ISBN: 978-88-366-5448-2, € 48,00

Many of the urban projects realized during the Fascist regime have remained part of the Italian landscape. Together with monuments and works of art, they are the surviving traces of Fascist imagery in contemporary Italy. Protected by preservation laws as part of the national cultural patrimony, these remnants have become the focus of a politically charged public debate.
In this book, scholars and curators from different disciplines critically examine the afterlives of Fascist-era artifacts. Spanning from the iconoclasm that followed the fall of the regime on July 25, 1943 to the present day, and moving from mural paintings and mosaics to buildings, decorative arts, monuments, and sculpture, the essays explore Italy’s transition from Fascism to the Republic and the dynamics of postwar de-Fascisization, revealing ruptures and continuities throughout the twentieth century. Applying the notion of “difficult heritage” to the Italian context, the volume addresses issues of restoration, display, and critical preservation of artifacts in public and institutional spaces, drawing comparisons with practices in other countries including Germany and the United States.


16. Antonino Tranchina, Monaci sullo stretto. Architettura e grecità medievale tra Calabria e Sicilia

232 pagine, 165 illustrazioni, cartonato con plancia
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2023
ISBN: 978-88-366-5484-0, € 45,00

Nel variegato orizzonte della Sicilia normanna, i cristiani di cultura greca ebbero un ruolo centrale nel plasmare gli apparati di potere e l’immaginario del sacro. ‹Gli uomini del Nord› favorirono i monaci di tradizione bizantina e la loro naturale tensione verso il modello di Costantinopoli e del monte Athos, che trovò espressione nelle nuove confederazioni monastiche create in sud Italia a partire dallo Stretto di Messina. Di questa vicenda, il volume illumina gli aspetti artistici, soprattutto la sperimentazione dei formati più adatti a un’edilizia religiosa di rinnovato prestigio, culminante nel XII secolo con il successo della chiesa cupolata a tre navate. Lo studio dei monumenti sopravvissuti e l’inedita attenzione per quelli scomparsi, attraverso una serrata rilettura di materiali e fonti scritte, consente di ripercorrere la genesi del fenomeno da una parte e dall’altra del canale, con un crescendo di caratteri strutturali, estetici e funzionali pensati per l’architettura e i suoi arredi.


15. Marco Brunetti, Nero's Domus Aurea. Reconstruction and Reception of the Volta Dorata

400 pagine, 260 illustrazioni, cartonato con plancia
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2022
ISBN: 978-88-366-5047-7,€ 49,00

The Volta Dorata is the vault of Room 80 in Rome’s Domus Aurea, built by Emperor Nero in AD 64–68. The function of Room 80 as a luxury triclinium, its central location, and the artistic taste of its owner all played a prominent role in the elaboration and definition of the refined decorative system of the vault. This book provides a critical analysis and comparison of all graphic works – including drawings, watercolours, and coloured engravings – depicting the Volta Dorata since its discovery in the 1470s by early Renaissance artists and antiquarians. The research mainly addresses two strictly related issues. One issue concerns the original appearance of the vault and the relation between its decoration and the myths that literary sources indicate as Nero’s favourites and those of Neronian literature. The other issue regards the working methods employed across the centuries by artists copying the Neronian vault and the Volta Dorata’s influence on artists and artefacts.


14. Federico II e l'architettura sacra tra Regno e Impero, a cura di Francesco Gangemi e Tanja Michalsky

252 pagine, 160 illustrazioni, cartonato con plancia, Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2021, ISBN: 9788836650941, € 45,00

È opinione comune che l’architettura federiciana, in quanto emanazione di un’autorità imperiale in aperto conflitto con la Chiesa, sia un fenomeno esclusivamente laico. In effetti di Federico II è nota la frenetica attività di costruttore di castelli, a fronte di un certo disinteresse per gli edifici di culto: un apparente paradosso per un imperatore medievale, ma affatto funzionale allo stereotipo di precursore della modernità che la storiografia ha costruito sul personaggio. Eppure attorno alla sacralità del potere imperiale e alla rappresentazione del sovrano come Anticristo/Messia si è sviluppato un tema portante degli studi federiciani, dal quale, tuttavia, le costruzioni sacre sono state avulse. Muovendo da un riesame della committenza architettonica e dall’analisi a tutto tondo del rapporto tra Federico II e gli edifici religiosi, questo libro si propone di reintegrare l’architettura sacra nell’orizzonte della ricerca sull’imperatore svevo e di superare ogni visione stereotipata della cultura artistica federiciana.

Contributi di: Susanna Blaser-Meier, Barbara Bruderer-Eichberg, Fulvio Cervini, Teodoro De Giorgio, Maurizio Ficari, Francesco Gangemi, Kai Kappel, Brigitte Kurmann-Schwarz e Peter Kurmann, Giorgio Milanesi, Pio Francesco Pistilli, Kristjan Toomaspoeg, Francesca Tota, Antonino Tranchina, Alessandro Viscogliosi, Harald Wolter-von dem Knesebeck


13. Giorgia Gastaldon, Schifano. Comunque, qualcos'altro. 1958–1964

199 pagine, 59 illustrazioni, cartonato con plancia
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2021
ISBN: 978-88-366-4870-2, € 39,00

Mario Schifano, risoluto pittore in anni nei quali l’arte italiana prendeva invece la via della materializzazione dell’opera, è un artista per il quale le categorie del personaggio, della leggenda, della biografia – tormentata, esagerata, maledetta – hanno a lungo prevalso sulla considerazione meditata delle opere. Questo libro affronta la sua vicenda pittorica concentrandosi sugli inizi sfolgoranti della sua produzione – dal 1958 al 1964, anno della prima partecipazione alla Biennale di Venezia – e la studia a partire dai più trascurati fondamenti: considerando i documenti dell’epoca; identificando, datando e mettendo in sequenza le sue opere; analizzandone il linguaggio pittorico a confronto con quello degli artisti a lui coevi; e, infine, riconducendolo alla cultura, visiva e non, del suo tempo. Ne è restituito un Mario Schifano meno personaggio e più artista, meno scostante e più rigoroso nelle ricerche, il cui valore sta nella coerenza, nella tempestività e nell’autonomia delle scelte, oltre che nella felicità istintiva della sua pittura.

Giorgia Gastaldon è dottoressa di ricerca in storia dell’arte. Formatasi all’Università degli Studi di Udine, è stata borsista post-doc alla Fondazione Ragghianti di Lucca e alla Bibliotheca Hertziana di Roma. Ha collaborato con il Museo del Novecento di Milano, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, l’Università degli Studi dell’Aquila, il Museo d’Arte Moderna di Udine, e le sue pubblicazioni sono dedicate ai temi della ricezione della pittura statunitense in Italia, del ruolo delle riviste nell’aggiornamento degli artisti italiani, nonché delle pratiche della critica d’arte e delle artiste donne nel secondo dopoguerra. La sua prima monografia, del 2019, ha ricostruito le vicende del Museo Internazionale d’Arte Contemporanea progettato da Carlo Ludovico Ragghianti per Firenze all’indomani dell’alluvione del 1966.


12. Chiara Perin, Guttuso e il realismo in Italia, 1944–195

344 pagine, 252 illustrazioni, cartonato con plancia
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2020
ISBN: 978-88-366-4816-0, € 49,00

Alla caduta del fascismo anche gli artisti dovettero affrontare nuovi e dilaceranti dilemmi. Quale linguaggio per manifestare il proprio impegno civile? Come interpretare la lezione dei maestri italiani, di Picasso e delle avanguardie? Avventurarsi nel terreno dell’astrazione o ripiegare sulle forme rassicuranti del realismo? 

Il volume indaga questi e analoghi interrogativi alla luce delle esperienze figurative maturate in Italia tra 1944 e 1954. L’ambiente romano trova particolare risalto: lì infatti si concentravano i dibattiti più vitali grazie alla presenza del capofila realista, Renato Guttuso. Limitando la ridondanza delle coeve pagine critiche a vantaggio dell’analisi di opere e contesto, acquistano evidenza gli aspetti meno noti del movimento: i modelli visivi, i generi ricorrenti, le controversie tra i tanti esponenti. In appendice, una fitta cronologia consente al lettore di seguire da vicino eventi e polemiche del decennio.

Chiara Perin è assegnista di ricerca in storia dell'arte presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha studiato all’Università degli Studi di Udine, dove nel 2018 ha discusso una tesi di dottorato sul realismo nel secondo dopoguerra. Ha pubblicato saggi su Renato Guttuso, Giuseppe Zigaina e l’eredità di Corrente. Il presente volume nasce dalla sua ricerca di dottorato, a cui nel 2018 è stato conferito il premio di pubblicazione della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte.


11. Tra Campidoglio e Curia. L'Ospedale del SS. Salvatore ad Sancta Sanctorum tra Medioevo ed età moderna, a cura di Philine Helas e Patrizia Tosini

216 pagine, 55 illustrazioni, cartonato con sovraccoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2018.
ISBN: 978-88-366-3886-4, € 70,00

L'Ospedale del SS. Salvatore ad Sancta Sanctorum fu uno dei più importanti istituti assistenziali di Roma sin dal Trecento e per tutta l'età moderna. Gestito dalla Confraternita dei Raccomandati, la sua fondazione è legata a un luogo di culto eccezionale, la cappella di San Lorenzo presso il Patriarchio lateranense, con il suo straordinario tesoro di reliquie, tra cui la veneratissima icona acheropita del Salvatore, protagonista di una celebre processione di Ferragosto. La storia dell'ospedale si intreccia dunque inevitabilmente con gli avvenimenti politici e sociali dell'Urbe e del papato dopo il ritorno da Avignone, sino a diventare protagonista della vita cittadina tra Quattro e Seicento, con la sua attività di nosocomio e di ospizio, ma anche attraverso il suo cospicuo patrimonio immobiliare e l'appartenenza dei suoi amministratori alle élites capitoline. La sua centralità nella città di Roma è ancora oggi ben testimoniata dall'impegnativa committenza edilizia e artistica messa in campo dai Guardiani della confraternita, orientata alla promozione delle proprie attività benefiche anche attraverso la produzione di opere d'arte. L'icona, il suo culto, la Societas dei Raccomandati e l'ospedale sono stati in passato oggetto di studi specifici, ma sino a oggi mancava una pubblicazione sistematica sulla storia dell'istituzione che mettesse assieme in maniera dialogante le ricerche di storici e storici dell'arte. Questo libro nasce dunque con l'intento di offrire una prima lettura approfondita di questo importante tassello della storia di Roma e di valorizzarne il rilevante patrimonio culturale e artistico pervenuto sino a noi.

Contributi di: Walter Angelelli, Anna Esposito, Francesco Gandolfo, Philine Helas, Anna Modigliani, Enrico Parlato, Alessandra Peri, Martin Raspe, Guendalina Serafinelli, Patrizia Tosini e Barbara Wisch.


10. Arnika Schmidt, Nino Costa (1826–1903). Transnational Exchange in European Landscape Painting

256 pages, 113 illustrations, b/w, 88 color
Cinisello Balsamo, Milan: Silvana Editoriale 2016.
ISBN: 978-88-366-3384-5, € 70,00

The Roman landscape painter Nino Costa was one of the most international Italian painters of his time and an inspiration to compatriots and non-Italian artists alike. This first monograph on him provides valuable insights into his life, his poetic art, and the seminal role he played at the center of a lively international network of artists. Dissatisfied with the traditional approaches of Italian academic painters, Costa turned to the international artist community of his native Rome for inspiration. At first, Costa looked to the painters following Jean-Baptiste Corot's poetic approach to realism and then further developed his art working in close contact with English colleagues such as George Mason and Frederic Leighton. A patriot as well as a painter, Costa fought for both the unification of Italy and for a reinvigorated art that appropriately represented his homeland. Alongside his call for a new approach to national art, Costa continued to develop his own artistic practice within a cosmopolitan circle. As well as tracing the history of Costa's life, this monograph pays particular attention to the cultural contexts of his French, Swiss, German, Italian and English colleagues, an approach that underscores his role as a transnational artist and a catalyst for change in nineteenth-century European landscape painting.


9. Charles Percier e Pierre Fontaine dal soggiorno romano alla trasformazione di Parigi, a cura di Sabine Frommel, Jean-Philippe Garric e Elisabeth Kieven

200 pagine, 135 illustrazioni, b/n, 30 tavole a colori.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2014.
ISBN: 978-88-366-2996-1, € 65,00

Contributi in occasione della giornata internazionale di studi, 910 dicembre 2008, Roma, Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte. L’opera di Charles Percier e di Pierre François Léonard Fontaine costituisce uno dei legami più forti che si vennero a creare fra Francia e Italia a cavallo del XVIII e XIX secolo. Alla vigilia di quel momento particolare per l’architettura europea in cui andavano intensificandosi i transfer artistici fra la città che l’Europa illuminista considerava come propria capitale culturale e quella che per alcuni anni divenne la sua capitale politica, ecco che il viaggio a Roma costituiva una tappa abituale nella formazione dei più brillanti fra i giovani architetti francesi. Nessun altro come Percier e Fontaine ha infatti tratto dal proprio soggiorno romano lezioni più incisive e con conseguenze più determinanti per l’evoluzione della teoria e della pratica del progetto a Parigi all’indomani della Rivoluzione. Per contro, pochi hanno avuto altrettanta influenza, attraverso le proprie pubblicazioni e i lavori degli allievi e dei seguaci, sui progetti disegnati in Italia sotto l’Impero e soprattutto nei decenni successivi. Si raggiunge così il fulcro di un periodo caratterizzato da profonde mutazioni sul piano sociale, che implicano una revisione delle tipologie tradizionali. Il libro mette a confronto numerosi documenti grafici inediti che arricchiscono la nostra conoscenza del periodo e del percorso di Percier e Fontaine, aprendo nuove ipotesi di analisi che consentono un approccio rinnovato.

Contributi di: Amedeo Belluzzi, Gian Paolo Consoli, Giovanna D’Amia, Sabine Frommel, Jean-Philippe Garric, Javier Jordán de Urríes, Jean-Michel Leniaud, Carlo Mambriani, Sergio Pace, Susanna Pasquali, Pierre Pinon, Evelyne Saint-Paul, José Luis Sancho e David Van Zanten.


8. L'arte del dono. Scambi artistici e diplomazia tra Italia e Spagna 1550–1650, a cura di Marieke von Bernstorff e Susanne Kubersky-Piredda

251 pagine, 135 illustrazioni, b/n, 22 tavole a colori.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale 2013.
ISBN: 978-88-366-2738-7, € 75,00

Contributi in occasione della giornata internazionale di studi, 14–15 gennaio 2008, Roma, Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte.

Tra Cinque e Seicento il frequente scambio di doni diplomatici tra le corti italiane e i sovrani della più potente monarchia d’Europa, la Spagna asburgica, disegna una fitta rete di interessi politici, economici e religiosi. Inviati allo scopo di creare o consolidare le alleanze, i doni, oltre a sottolineare lealtà e reciproco rispetto, perseguivano precise strategie di rappresentanza e di potere. Le opere d’arte ben si adattavano a tale scopo, nella loro doppia veste di oggetti di valore materiale ed estetico, e di media carichi di significati semantici utili alla veicolazione di precisi messaggi politici. I tredici studi inclusi nel presente volume offrono un ampio panorama dello scambio di doni diplomatici tra la penisola italiana e la Spagna ai tempi di Filippo II, Filippo III e Filippo IV. Questi contributi si focalizzano non soltanto sullo studio dei numerosi oggetti artistici inviati, ma anche sull’analisi delle prassi culturali e dei processi sociali correlati, come le modalità di scelta e consegna dei doni, il ruolo degli intermediari e le possibili divergenze tra le aspettative del mittente e la reale accoglienza da parte del destinatario.

Contributi di: Marieke von Bernstorff, Walter Cupperi, Kelley Helmstutler Di Dio, Miguel Falomir, Jorge Fernández-Santos Ortiz-Iribas, David García Cueto, David García López, Lisa Goldenberg Stoppato, Susanne Kubersky-Piredda, Almudena Pérez de Tudela, Salvador Salort Pons, Hillard von Thiessen e Katrin Zimmermann.


7. I Corsini tra Firenze e Roma, a cura di Elisabeth Kieven e Simonetta Prosperi Valenti Rodinò

256 pagine, 180 illustrazioni, colore, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa 2013.
ISBN: 978-88-366-2697-7, € 75,00

Atti della Giornata di studi "I Corsini tra Firenze e Roma. Aspetti della politica culturale di una famiglia papale tra Sei e Settecento", 27–28 gennaio 2005, Roma, Palazzo Poli.

Il libro raccoglie gli interventi sul pontificato del papa fiorentino Clemente XII Corsini (1730–1740), che ha segnato un periodo di grande rinnovamento urbanistico a Roma nella prima metà del Settecento. La politica culturale dei Corsini, già iniziata a Firenze nel Seicento, ha avuto come protagonista a Roma Neri Maria Corsini junior (1685–1770), cardinal nipote assai attivo accanto allo zio Clemente XII. Questi, che aveva sviluppato una visione "muratoriana" nei suoi anni di diplomazia in Francia e nei Paesi Bassi, seppe coniugare l'"amore per la casa Corsini" promosso dalla famiglia con la "ragion di Stato" e l'interesse pubblico, promuovendo operazioni culturali altamente innovative anche sul fronte europeo, quale l'istituzione del Museo Capitolino, primo museo pubblico in Europa.

Contributi di: Sivigliano Alloisi, Ebe Antetomaso, Enzo Borsellino, Oronzo Brunetti, Vannozza Corsini, Giovanna Curcio, Jorge Fernández-Santos Ortiz-Iribas, Michele Franceschini, Giulia Fusconi, Elisabeth Kieven, Francesca Manzari, Ginevra Mariani, Alessandra Mercantini, Heather Hyde Minor, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Antje Scherner, Riccardo Spinelli e Valerio Vernesi.


6. Dürer, l'Italia e l'Europa, a cura di Sybille Ebert-Schifferer e Kristina Herrmann Fiore

200 pagine, 212 illustrazioni,b/n, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa 2011.
ISBN: 978-88-366-2268-9, € 45,00
Ed. italiana con testi in italiano, inglese, tedesco.

I contributi del volume Dürer, l’Italia e l’Europa, rispecchiano la statura del grande protagonista Albrecht Dürer, la molteplicità dei modi nei quali la sua arte fu recepita in Italia ed Europa, così come la sua apertura verso gli influssi italiani sia sul piano teorico che su quello pittorico e iconografico. La diffusione di una nuova arte rinascimentale europea si deve alla fusione di modi di vedere e di tecniche nordiche con quelli italiani compiutasi nella mente di un artista che, viaggiando, superò le frontiere e scoprì la luce e i colori di Venezia. Dürer portava già con sé la conoscenza delle incisioni italiane, in particolare di Mantegna, una visione della statuaria antica e le nozioni di proporzione indagate da Leonardo. Assetato di nuove conoscenze e pieno di ingegno sperimentale, egli aggiunse a questi discorsi la sua voce meditata e innovativa di poliedrico autore di trattati, studi geometrici, disegni, stampe e dipinti. Una figura senza confini mentali che non finisce di interessare artisti e storici, ragione per la quale le ricerche qui pubblicate si devono a studiosi italiani, tedeschi, austriaci, spagnoli, inglesi e americani che formano un coro poliglotta, caratteristico per la storia dell’arte internazionale e per l’Europa.

Contributi di: Juliana Barone, Giulia Bartrum, Marieke von Bernstorff, Jeffrey Chipps Smith, Marzia Faietti, Giovanni Maria Fara, Simone Ferrari, Kristina Herrmann Fiore, Jürgen Müller, Benito Navarrete Prieto, Pietro Roccasecca, Herwarth Röttgen, Karl Schütz e Matthias Winner.

5. Cecilia Mazzetti di Pietralata, Joachim von Sandrart (1606–1688). I disegni

23x30cm, 284 pagine con 395 illustrazioni in b/n, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2011.
ISBN: 978-88-366-1807-1, € 60,00

Artista di grande fama nella Germania del secondo Seicento, Joachim von Sandrart (Francoforte, 1606 –Norimberga, 1688) è spesso ricordato come il "Vasari tedesco". Dopo una lunga carriera come pittore nei Paesi Bassi, Inghilterra, Italia, Germania e Austria, in contatto con le maggiori personalità del tempo, Sandrart intraprende infatti una monumentale impresa: la pubblicazione della Teutsche Academie der edlen Bau- Bild- und Mahlerey-Künste (Norimberga 1675–1679) un manuale di teoria e pratica artistica sontuosamente illustrato e fornito di un’ampia sezione con le vite degli artisti tedeschi e fiamminghi, italiani e francesi. Il presente volume definisce e raccoglie per la prima volta in un catalogo ragionato i disegni di Sandrart, offrendo così una visione completa della sua opera, dagli iniziali interessi di studio, ai procedimenti creativi, alla genesi delle incisioni che illustrano i testi da lui dati alle stampe. Attraverso l’analisi della produzione grafica, l’attività dell’artista viene così riletta nella sua interezza riacquistando nuova dimensione critica, nel segno di una coerente fedeltà ai valori dell’arte italiana e insieme di una attenzione aggiornata per i fatti europei del secolo barocco.

La pubblicazione è stata premiata con il Premio Capalbio per la Storia dell'Arte 2011.


4. Clare Robertson, The Invention of Annibale Carracci

23x30cm, 420 pagine con 116 illustrazioni in b/n e 88 tavole a colori con 341 illustrazioni, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2008.
ISBN: 978-883-6609741, € 90,00

Annibale Carracci (1560–1609) was one of the key figures in the development of Italian Baroque art, and yet his art can seem problematic in a number of ways. This book, the first monograph on Annibale for some thirty-five years, examines his career from his beginnings in Bologna to his later Roman works, culminating in his masterpiece, the exuberant frescoes of the Farnese Gallery.

In addition it examines the highly expressive religious language that he developed in his altarpieces, which made them fitting expressions of Counter-Reformation beliefs, and his significant contributions to the development of the classical landscape. Particular emphasis is placed on the importance of drawing in the evolution of his new style, and the different kinds of drawings that he made. These might be made from life or for teaching in the influential Academy that he founded together with his brother Agostino and his cousin Ludovico, or drawings made for particular commissions. Such drawings tell us much about collaboration and rivalry within the Academy in the early years. So too, the numerous surviving drawings for the Farnese Gallery make it possible to trace the evolution of Annibale’s ideas about the frescoes’ iconography. Consideration of the patterns of patronage of his works is also central to this study. In particular, the patronage and taste of his major Roman patron, Cardinal Odoardo Farnese is reconstructed in detail. However, it is Annibale’s creative processes which are the central concern of this book, which seeks to shed new light on this most inventive of artists.

Premio Salimbeni 2010


*3. Caravaggio e il suo ambiente. Ricerche e interpretazioni, a cura di Sybille Ebert-Schifferer, Julian Kliemann, Valeska von Rosen e Lothar Sickel

23x30cm, 236 pagine con 172 illustrazioni in b/n e 28 tavole a colori con 40 illustrazioni, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2007.

I dieci contributi della pubblicazione – in parte esposti durante due giornate di studio della Bibliotheca Hertziana (giugno 2002, gennaio 2004) – presentano al pubblico nuove ricerche su Caravaggio e richiamare l’attenzione sulle discussioni e sugli approcci d’indagine attuali relativi alla sua opera. Il volume offre una scelta di tematiche incentrate su una lettura puntuale della pittura di Caravaggio, con lo scopo di spiegarne, esemplificativamente, l’arte. Vengono pertanto tralasciate questioni di interesse più specifico, come la complessa materia delle attribuzioni o della biografia, per portare la riflessione sulla profondità della sua arte e sul contesto socio-culturale che vide nascere i suoi capolavori.

Contributi di: Marieke von Bernstorff, Costanza Caraffa, Julian Kliemann, Klaus Krüger, Wolfram Pichler, Rudolf Preimesberger, Marco Pupillo, Valeska von Rosen, Lothar Sickel e Alexandra Ziane.


2. Scambio culturale con il nemico religioso. Italia e Sassonia attorno al 1600, a cura di Sybille Ebert-Schifferer

23x30cm, 156 pagine, 190 illustrazioni, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa 2007.
ISBN: 978-88-3660-809-6, € 50,00

Il volume raccoglie gli atti della giornata internazionale di studi tenutasi presso la Bibliotheca Hertziana di Roma nel mese di aprile 2005, nell’ambito della serie di incontri "Roma e il nord – Percorsi e forme dello scambio artistico". Filo conduttore degli interventi raccolti nella pubblicazione è l’analisi del fenomeno di appropriazione delle forme di rappresentazione artistica italiane avviato dai Principi elettori di Sassonia. Questa pratica, consapevole e storicamente circoscrivibile, è all’origine, per esempio, della popolare definizione di Dresda come Elbflorenz, la "Firenze sull’Elba": un paragone che, comparso per la prima volta nel 1577 in una lettera diplomatica, è assai indicativo dello scambio fra i due paesi.

Contributi di: Damian Dombrowski, Sybille Ebert-Schifferer, Thomas DaCosta Kaufmann, Katrin Keller, Barbara Marx, Jürgen Müller, Esther Münzberg, Antje Scherner, Dirk Syndram e Helen Watanabe-O'Kelly.


1. Costanza Caraffa, Gaetano Chiaveri (1689–1770), architetto romano della Hofkirche di Dresda

23x30 cm, 332 pagine, 190 illustrazioni, cartonato con sovracoperta.
Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa 2006.
ISBN: 978-88-366-0673-3, € 70,00

Il volume presenta la ricerca sull’architetto Gaetano Chiaveri, che operò in Russia, al servizio di Pietro il Grande, in Polonia e in Sassonia, diffondendo in area mitteleuropea un linguaggio fedele alla tradizione del barocco romano. L’indagine dell’autrice si concentra sulla Hofkirche di Dresda, chiesa di corte cattolica in un paese protestante, unanimemente considerata il capolavoro dell'architetto. La riconsiderazione di questo edificio e della figura di Gaetano Chiaveri, conseguente ai progressi compiuti negli ultimi anni dagli studi sull’architettura del Settecento romano, si inserisce nel più ampio quadro messo a fuoco dall’autrice sugli scambi intercorsi fra i due contesti geografico-culturali di Roma e Dresda. Capitoli specifici sono dedicati alle fonti architettoniche e iconografiche cui ha attinto Chiaveri, nonché ai committenti e ai fruitori della sua opera.

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