
Stranieri nei centri urbani italiani della prima età moderna
Persone, oggetti, idee in movimento
All’interno dell’ampio ambito di ricerca promosso dalla Bibliotheca Hertziana, Storia dell'arte moderna in un contesto globale, Susanne Kubersky-Piredda è particolarmente interessata ai contesti sociali in cui l’arte nasce e agisce. Negli ultimi anni ha concentrato le sue ricerche sulle dinamiche di convivenza, interazione e (auto)rappresentazione delle comunità straniere presenti in alcuni centri urbani della prima età moderna. Città italiane come Roma e Napoli furono punti di incontro di persone, oggetti e idee provenienti da tutta Europa attraverso confini territoriali e culturali. Uno degli interrogativi centrali del progetto è il ruolo dell'arte e della cultura materiale come mezzo di espressione degli stranieri e delle loro molteplici identità collettive.
Il team di ricerca, che comprende dottorandi e post-doc affiliati, sta conducendo studi comparativi su alcune aree urbane caratterizzate da una presenza particolarmente forte di stranieri, come le zone intorno a Piazza Navona o Via Giulia a Roma e il quartiere portuale di Napoli.
Città multiculturali come Roma e Napoli si prestano a studi paradigmatici su concetti premoderni di nazione. A partire dal medioevo, gruppi di connazionali vi fondarono ospizi, oratori e chiese, riunendosi in confraternite. Questi sodalizi rispecchiano raggruppamenti di tipo linguistico, etnico o culturale e assumono funzioni rappresentative tali da apparire ‘nazionali’ prima ancora che l’idea stessa di nazione si imponesse su scala continentale. Oltre alla comune terra di origine e alla comune lingua fu la condivisione di memorie, tradizioni, rituali e figure di identificazione a creare un senso di coesione tra i membri di una nazione.
Il ruolo dell'arte nella visualizzazione di questi criteri è uno dei centrali campi d’indagine del progetto. Le indagini comprendono tutta la produzione artistica, oltre alla pittura, scultura e architettura anche la grafica, gli oggetti d'uso e il vasto mondo della produzione effimera per feste e processioni. L'obiettivo è quello di porre in rilievo gli elementi unificanti delle singole comunità, e di evidenziare come questi elementi – lingua, religione, valori, costumi ecc. – trovassero espressione nella cultura visiva, ovvero come potesse sorgere, attraverso l’impiego di ricorrenti formule semantiche, un sentimento d’appartenenza a una determinata identità culturale. Lo studio si propone, infine, di verificare in che misura l’arte commissionata dai forestieri residenti a Roma mirasse a raffigurare il 'proprio' distinto dall''altrui', e il grado di compenetrazione tra fenomeni artistici d'importazione e prassi locali consolidate nell'arco dei secoli.